Architettura

Cesare Leonardi studia architettura a Firenze nella seconda metà degli anni Cinquanta. Qui segue le lezioni di Ricci, Libera, Quaroni, Savioli e, nel 1959, lavora nello studio D’Olivo a Udine.

Negli anni successivi apre a Modena il proprio studio in collaborazione con l’architetto Franca Stagi. L’intervento a scala territoriale e lo studio del paesaggio sono al centro della sua ricerca progettuale: nel progetto per il Centro Nuoto di Vignola, elaborato nel 1966, Leonardi prevede l’inserimento di nuove attrezzature sportive e ricreative nell’ambiente fluviale – ne risulta un’architettura esemplare ancora oggi insuperata che raccolse importanti riconoscimenti. Successivamente, il progetto vincitore del concorso per un Parco intitolato alla Resistenza (Modena 1970), individua un sistema continuo di parchi fluviali lungo il Secchia ed il Panaro, un parco territoriale a sud della città e tre parchi urbani. La redazione del progetto ha come fondamento gli studi sugli alberi (raccolti nel volume L’architettura degli alberi, Mazzotta, Milano 1982) attraverso i disegni in scala delle varie essenze arboree, individuandone portamento e struttura, lo studio del colore nelle diverse stagioni, la proiezione delle ombre negli equinozi e nei solstizi e nelle diverse ore del giorno. Nel Centro Nuoto di Mirandola del 1975 vengono ripresi temi già presenti nella struttura sportiva di Vignola, quali l’uso del cemento armato a vista, l’inserimento nel paesaggio, la continuità tra spazio interno e spazio esterno. Il recupero e riuso di edifici storici è un ulteriore campo d’attività, per il quale si segnala il restauro del collegio San Carlo a Modena nel 1975 (con la realizzazione della biblioteca, delle sale studio e degli uffici) e della chiesa annessa.

Con il progetto per il Parco Amendola a Modena dei primi anni Ottanta, Cesare Leonardi riesce a realizzare alcune delle proposte rimaste su carta per il Parco urbano della Resistenza, ponendo l’attenzione sulla rete dei percorsi, sull’uso di colline, laghi, sulla posizione delle alberature. In questa occasione Leonardi individua nuove questioni riguardanti la progettazione del paesaggio che porteranno successivamente all’elaborazione dei “sistemi reticolari a-centrati” applicati all’organizzazione del territorio.

Il tema dell’utilizzo pubblico dei parchi pone questioni rilevanti riguardo al tracciamento di sistemi di percorsi, e di suddivisione del suolo in ambiti di appartenenza: quello degli alberi e del verde, e quello degli uomini. Leonardi elabora una teoria di progettazione del territorio che chiama “struttura reticolare a-centrata”, fondata sui concetti di rete, tessuto, metamorfosi e colore. Nell’applicazione pratica, la struttura reticolare a-centrata offre una possibile scrittura del territorio, una geografia di segni, dove sono rispettate le leggi di formazione e trasformazione ed il ritmo è dato dal combinarsi di figure inserite ad intervalli regolari, come avviene nel progetto per Bosco Albergati a Castelfranco Emilia (Modena), unico esempio realizzato.

Nella Città degli Alberi di Bosco Albergati Leonardi progetta l’espansione del bosco storico, attraverso un parco diffuso espressione di una dinamica temporale che rifiuta l’idea di un progetto immutabile e cristallizzato, individuandone la possibile crescita e trasformazioni.